ai intelligenza artistica - Accademia Teatrale Brancaleone - Spettacolo: Non cogito ergo sum- Attore: Elia - Foto: Valerio Citrani

" Sono vaghe le forme di chi si esibisce, reale e vivo è il desiderio di chi osserva

ragione eD emozioni si fondono; l'uomo sente, l'artista interpreta e restituisce L'IMPERFETTA verità. "

" Il pubblico guarda, non cerca risposte, non chiede scorciatoie. aspetta di essere sorpreso perché sa che lì tutto è umano.

COME UMANA E' LA REAZIONE DI STUPORE, DI AVERE INDIETRO QUALCOSA DI FAMILIARE MA NON TUO. PIU' GUARDI LA SCENA PIU' RITORNA DIRETTA E SENZA FILTRI 'L'EMOZIONE DI ESSERE UGUALI."

" AZIONI E PERCHE', SI SUSSEGUONO IN UNA CONCATENAZIONE DI EVENTI CHE VIVONO L'UNO NELL'ALTRO TESSENDO L'IRREALE BANALITA' DELL'INTERPRETAZIONE UMANA. "

ARTISTI

Imperfetti ma Vivi

ARTISTI

Imperfetti ma Vivi

TEATRO

UMANAMENTE REALE

AI

INTELLIGENZA ARTISTICA

E' CIO' CHE CERCHEREMO PERCHE' E' CIO' DI CUI ABBIAMO BISOGNO

fotografo Valerio Citrani

IL PROGETTO

L’idea di AI, Intelligenza Artistica, nasce dal fragoroso rumore che si è creato nella mia mente quando le mie conoscenze professionali si sono mischiate con la decisione di iscrivermi ad un’accademia teatrale.

Nella mia carriera business, marketing ed innovazione sono stati sempre al centro di tutto; ho anche fondato e gestito per 3 anni una Startup.

Ultimamente si sono susseguiti diversi eventi che mi hanno lasciato molto su cui riflettere, mi hanno permesso di approfondire molti lati di me e mondi che da sempre avevo voluto calcare, come la fotografia e la recitazione.

Come sfondo a tutto questo non ho mai abbandonato il mondo dell’innovazione dove ad oggi non puoi non citare l’AI che pian piano sta rivoluzionando tanti aspetti delle nostre vite, nel bene e nel male.

Proprio mentre andavo avanti con le lezioni di teatro e per gioco iniziavo a fotografare i vari spettacoli, mi resi conto di quanto, oggi più che mai, fosse grande la forza comunicativa del teatro e di quanto questo possa essere speranza nel nuovo mondo artificiale che ci apprestiamo a vivere. 

Il teatro racconta di storie messe in scena da esseri umani per gli umani in cui non ci sono filtri, non c’è uno schermo, non c’è un device, non c’è AI che genera cose dal nulla, c’è solo un palco che definisce un’unica regola: si guardano persone che hanno il coraggio di essere umani.

Con questi scatti ho voluto immortalare non soltanto le messe in scena degli spettacoli, ma anche i volti delle persone che si celano dietro gli attori perché tutto il teatro è una questione da esseri umani.

Note tecniche:

Le foto di ritratto sono state scattate volutamente sul palco in modo da immortalare i soggetti con le stesse luci e nello stesso ambiente in cui si concedono di essere se stessi anche se nelle vesti di qualcun altro. Attrezzatura utilizzata Sony alpha 7c con obiettivo Pentax 50mm f 1.7 fuoco manuale (ritratti) & obiettivo sony 24-70mm f 4.0.

Grazie di cuore all’accademia teatrale Brancaleone di Massa, a Francesco a Susanna e a tutti i ragazzi che mi hanno permesso di creare questa prima parte di questo progetto fotografico.

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